Gli estratti di ruolo sono idonei per la dichiarazione dello stato di insolvenza.

Gli estratti di ruolo sono idonei per la dichiarazione dello stato di insolvenza.

In materia fallimentare, la Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18531/2020, si è pronunciata relativamente alla valenza probatoria degli estratti di ruolo.

La vicenda trae origine dalla dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale, pronunciata dal Tribunale di Catania su istanza della Procura della Repubblica,  sul presupposto dell’esistenza delle condizioni soggettive, dei limiti dimensionali e dello stato d’insolvenza.

Pronunciandosi sull’opposizione alla declaratoria di fallimento, i Giudici di Seconde Cure hanno confermato quanto statuito dal Tribunale sul presupposto che: 1) il reclamante è un imprenditore commerciale ed a nulla rileva la qualità di agente di commercio, la quale non sarebbe incompatibile con quella di imprenditore commerciale ed in ogni caso l’imprenditore commerciale individuale sarebbe identificato dall’esercizio effettivo dell’attività; 2) l’onere della prova della sussistenza dei requisiti di non fallibilità di cui all’art. 1 L.F. ricade sull’imprenditore e tale onere non risulta essere stato soddisfatto non essendo stata fornita la relativa prova; 3) l’esposizione debitoria emerge dagli estratti dei ruoli, costituenti prova di un indebitamento di almeno € 400.000,00, per la parte non contestata. Avverso la suddetta sentenza, l’interessato aveva promosso ricorso in sede di legittimità censurando, tra gli altri motivi, l’idoneità degli estratti di ruolo a fornire adeguata prova delle posizioni debitorie di natura tributaria in capo al fallendo.

Preliminarmente i Giudici di Legittimità hanno ripreso il recente orientamento secondo cui, ai fini della prova della sussistenza dei requisiti di non fallibilità di cui all’art. 1, comma 2, Legge Fall., l’imprenditore è tenuto a depositare i bilanci degli ultimi tre esercizi così come approvati e depositati nel registro delle imprese. In mancanza dei bilanci approvati e depositati, il giudice può motivatamente non tenere conto di quelli prodotti, rimanendo l’imprenditore onerato della prova circa la sussistenza dei requisiti della non fallibilità.

Ciò posto la Suprema Corte, respingendo le doglianze del ricorrente, ha riaffermato come “l’estratto di ruolo costituisca una fedele riproduzione della parte del ruolo relativa alla o alle pretese creditorie azionate con la cartella esattoriale, contenente tutti gli elementi essenziali per identificare la persona del debitore, la causa e l’ammontare della pretesa creditoria.”.

Tale documento – ha continuato la Corte richiamando diversi arresti giurisprudenziali – è idoneo a provare lo stato di insolvenza rilevante ai fini della dichiarazione di fallimento nonché, eventualmente, a dimostrare l’esistenza di debiti tributari ai fini dell’insinuazione al passivo fallimentare.

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